Secondi

La tacchinella di Natale.

Ahahah… mi ci scappa troppo da ridere e adesso vi spiego perché.

In macelleria, lavoriamo la tacchinella nostrale solo durante il periodo delle feste o eventualmente su richiesta.

Io e mia suocera, sono circa tre anni che per il pranzo natalizio avremmo voluto mangiarla; addirittura, un anno, Albe l’ha riordinata due volte appositamente per noi ma, nonostante ciò, non siamo riusciti a mangiarla perché la continuava a vendere.

Quest’anno però non poteva commettere lo stesso errore, perché gli avremmo spezzato le gambine. Quindi, organizzatosi per tempo, finalmente il 23 di dicembre, ha riportato a casa questa benedetta tacchinella.

L’ho trattata con cura e con amore, proprio come se fosse un piccolo cucciolo in cerca di affetto. L’ho massaggiata con dedizione, le ho parlato, ed il risultato finale è stato da urlo.

Vi consiglio di sfruttare questi giorni particolarmente freddi per provare a prepararla; non demordete, affidandovi ad una buona macelleria ben fornita e con ottimi contatti, riuscirete a trovarla anche se il Natale è passato.

Ingredienti per 15 persone:

1 tacchinella nostrale (circa 5 kg)

200 gr. di burro salato

Salvia e rosmarino tritati q.b

1 cucchiaio raso di sale grosso

3 carote

2 coste di sedano

1 cipolla rossa

Vino bianco secco q.b

Olio extravergine d’oliva

  • Per il ripieno:
  • 750 gr. di castagne secche
  • 500 gr. di pane raffermo
  • 2 tazze di latte
  • 5-6 salsicce fresche
  • 4 uova
  • Prezzemolo tritato q.b
  • Sale q.b
  • Preparazione:
  • Chiaramente io la tacchinella l’avevo già fatta pulire, bruciare ed eviscerare ad Albe.
  • Fate bollire le castagne secche in un pentolino. Dovranno essere molto morbide, in modo tale da poterle sbriciolare con facilità.
  • Successivamente occupatevi della vostra tacchinella.
  • Tritate finemente gli odori e mescolateli con il burro, a temperatura ambiente, ed il cucchiaio di sale grosso. Ne dovrete ricavare una pomata, necessaria a massaggiare la pelle della tacchinella.
  • Accertatevi di non dimenticarne nemmeno un centimetro.
  • Successivamente, ponete il pane raffermo in una ciotola e bagnatelo con il latte. Lasciate riposare fino a quando il pane non risulterà ben inzuppato. Sbriciolateci sopra le castagne, ed unite le salsicce, il prezzemolo tritato, le uova ed aggiustate di sale, se necessario.
  • Amalgamate il tutto; e successivamente farcite la tacchinella. Potete decidere di chiudere il foro da dove avete inserito il ripieno, come no. Io, ovviamente, ho evitato. Altrimenti basterà procedere con dello spago da cucina ed un ago massiccio.

    Infine disponete la tacchinella in una teglia capiente, distribuite intorno: sedano, carote e cipolla accuratamente pelate, lavate e tagliate grossolanamente.

    Irrorate il tutto con un filo d’olio di oliva e lasciate riposare in frigo per una notte intera.

    Quando la cuocerete sarà necessario toglierla dal frigo almeno un’ora prima.

    Fate cuocere per circa 30- 35 minuti a 180 gradi. Bagnate la tacchinella con un bicchiere di vino bianco secco, fate sfumare ed abbassate il forno a 165 gradi per, più o meno, due ore.

    Controllate spesso, fate attenzione che non resti mai asciutta, quindi sfumate via via, sempre con il vino bianco, durante la cottura.

    Una volta pronto, lasciate riposare prima di servire.

    La preparazione in sè è un po’ lunga, ma non è difficile. Vi servirà solo tanta pazienza e tanto amore per un risultato eccellente.

    Nel giorno del Ringraziamento di solito la servono con il suo gravy e con una salsa di ribes.

    Io ho preferito sfoggiare un asso nella manica e preparare le mie Cipolle caramellate.

    Quindi che dire?!

    Buon appetito… piatto pulito!

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