Secondi

Il piccione alla brace.

Finalmente è arrivato un po’ di freddo, di quello serio. Almeno possiamo accendere il camino e, ovviamente, che fai?!Non metti ad arrostire un po’ di carne sul fuocherello?! Ah… una nostra cliente ha regalato ad Albe una bottiglia di olio novo.. del suo!!!Quindi cosa fai?!Due o tre chili di fett’unta non li prepari?!

Immaginate che delizia sia stata questa cena… avevo anche creato una storia su instagram per farvi vedere la preview ma, mentre stava caricando, ho avuto un problemino con la ciccia sulla brace, quindi ho dovuto mollare tutto e dedicarmi seriamente a fare la fuochista altrimenti avrei mandato tutto in fumo, letteralmente.

Perché proprio il piccione?! Perché è una carne che ho scoperto da pochissimo tempo, precedentemente definitivamente bannata dal mio palato. Poi, grazie alla mia amica cuochina Giulia, che lo cucina in modo sopraffino, me ne sono appossionata. 

Avrei piacere di provare a cuocerlo anche a bassa temperatura sottovuoto, però adesso io devo evitare quindi, posso aspettare ancora qualche mese prima di soddisfare la mia curiosità. 

Vabbè… bando alle ciance, come si dice a casa mia!!!Procediamo

Ingredienti per 2 persone:

2 piccioni di media grandezza

100 gr. di burro leggermente salato

1/2 arancia (scorza+ succo)

1/2 limone (scorza+ succo)

salvia q.b.

sale grosso q.b.

pepe telicherry q.b

Preparazione:

Fatevi preparare il piccione già pulito, eviscerato e bruciato dal vostro macellaio di fiducia. Come vi dico sempre: impiegherete meno tempo a preparare la cena e, non rischierete, se non avete dimestichezza, di fare dei pasticci.

Procedete cominciando a condire il vostro piccione con qualche ora di anticipo. Io l’ho condito nel primo pomeriggio e l’ho lasciato a temperatura ambiente fino al momento della cottura.

Iniziate tritando finemente la salvia e createne un composto, tipo pomata, con il burro; con questo andrete ad effettuare un “massaggio” dalla parte della pelle. Rappresenta  il momento più importante perché servirà sia ad allentare le fibre, sia a far insaporire bene il piccione. 

Successivamente, ricavate il succo sia della mezza arancia, sia del mezzo limone e con l’aiuto di un pelapatate ricavatene anche la scorza (prestando attenzione a non tagliare la parte bianca!!!). 

Disponete i vostri piccioni su due fogli di alluminio separati; irrorate con il succo, sparpagliatevi sopra le scorze, ed infine aggiustate di pepe e sale. 

Chiudete i due cartocci e lasciate riposare.

Cuocete sulla brace, sempre rinvolti nell’alluminio, per circa trenta minuti. Gli ultimi dieci minuti rimuovete dal cartoccio e fate arrostire dalla parte della pelle. 

Se vi piace questa ricetta, ma non avete il camino, non preoccupatevi. Potete cuocere in forno  senza cartoccio, per i primi trenta minuti a 180 gradi, ed ultimare la cottura con dieci minuti alla massima potenza.  

E poi che dire?! Se vi va, potete arrostire anche qualche fetta di pane toscano da smangiucchiare con l’olio novo nell’attesa.

Vi consiglio di accompagnarlo con delle ottime cipolle caramellate : il contrasto tra il sapore deciso della carne del piccione ed il gusto agrodolce delle cipolle è semplicemente perfetto.

Buon appetito… piatto pulito!

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